Molti saggi e opere letterarie hanno posto questioni filosofiche e
teologiche in merito alla tragedia della Shoah, quale abisso nella
storia umana. Per questo, il monito che la Shoah rappresenta è valido
per tutta l’umanità, e da esso nasce l’imperativo: dobbiamo conoscere
quel che è stato, perché non dobbiamo permettere che accada di nuovo.
Determinanti sono stati gli incontri con i testimoni della Shoah. E’
grazie alla loro disponibilità, che a volte comporta per essi impegni
non poco gravosi, che è possibile tramandare una esperienza diretta di
quanto avvenne nei campi di sterminio nazisti, e per questo desidero
indirizzare loro il mio caloroso ringraziamento e un affettuoso
abbraccio.
Nel 2012 cade il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa di Primo
Levi, lo scrittore torinese che con le sue alte testimonianze ha
contribuito a descrivere e decifrare la barbarie dei campi di sterminio.
I suoi libri sono un patrimonio di tutto il mondo, e uno degli
strumenti di conoscenza di maggior valore.
“Se capire è impossibile, conoscere è necessario”, ha scritto. E’ con
un pensiero rivolto a lui, fondamentale testimone e divulgatore
dell’odissea e della tragedia degli ebrei italiani, che intendiamo salutare
le iniziative e le celebrazioni del Giorno della Memoria 2012.